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Antiriciclaggio – la UIF ha pubblicato il proprio Rapporto annuale 2018

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L’11 luglio 2019 la UIF ha pubblicato il proprio Rapporto annuale 2018. Da sei anni è l‘occasione per esporre al pubblico le linee di sviluppo strategico dell’Unità, in conformità ai principi di trasparenza, condivisione e coordinamento.

 

La collaborazione attiva

Le segnalazioni di operazioni sospette trasmesse alla UIF sono in continuo aumento. Nel 2018 sono state 98.030, circa 4.200 (4,5%) in più rispetto a quelle dell’anno precedente. L’andamento del primo semestre del 2019 ha confermato i consistenti ritmi di crescita.

Vi è stato un incremento dell’apporto degli intermediari finanziari diversi dalle banche (+20,9%), in particolare degli istituti di pagamento, degli istituti di moneta elettronica e dei punti di contatto di intermediari europei. I prestatori di servizi di gioco, in particolare online, hanno raddoppiato il proprio contributo segnaletico (passando da 2.600 a oltre 5.000 segnalazioni).

In diminuzione risultano le segnalazioni delle fiduciarie e dei professionisti ad eccezione dei notai; per i commercialisti, l’impegno del Consiglio Nazionale per realizzare un sistema di tramitazione che garantisca l’anonimato del segnalante non ha finora portato ai risultati sperati (le segnalazioni si sono ridotte).

La UIF reputa prezioso il contributo della Pubblica amministrazione per approfondire le operazioni sospette segnalate e per individuarne altre di difficile rilevazione da parte dei soggetti obbligati ma ancora troppo contenuto, ha quindi aggiornato gli specifici indicatori di anomalia e rafforzato l’azione di formazione e sensibilizzazione degli operatori pubblici.

 

L’attività di analisi

L’Unità nel 2018 ha esaminato 98.117 segnalazioni, di queste oltre il 45% è stato ritenuto a rischio medio-alto o alto di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, mentre circa 16.000 sono risultate a rischio nullo o molto basso. Sono stati conseguiti ulteriori miglioramenti in termini di velocità di trattazione e accuratezza degli esiti.

La diversificazione e l’aumento del numero di segnalanti ha portato la UIF a ricercare metodologie di analisi differenziate, con il ricorso ai modelli comportamentali e alle analisi aggregate, soprattutto in ambiti, come quello dei money transfer, in cui le singole operazioni segnalate sono di importo contenuto ma, per la loro numerosità e frequenza, possono rappresentare componenti di attività altamente rischiose.

La qualità della collaborazione migliora anch’essa, oltre 35.000 segnalazioni sono state oggetto di approfondimento investigativo da parte della Guardia di Finanza e circa 1.500 sono confluite in indagini della Direzione Investigativa Antimafia.

Le segnalazioni analizzate e trasmesse agli Organi investigativi, nel complesso, hanno superato quelle ricevute, lo stock in lavorazione già molto contenuto si è ridotto ulteriormente. Gli esiti investigativi confermano l’utilità delle analisi condotte, sono state avviate, infatti, importanti indagini, anche in tema di corruzione e di criminalità organizzata.

 

Le Comunicazioni oggettive

Da settembre 2019 sarà avviata la rilevazione delle comunicazioni oggettive che riguarderanno i prelevamenti e i versamenti di contante, in considerazione dell’ampia diffusione che questo strumento continua ad avere nel nostro Paese e della rilevanza che i relativi dati rivestono per le analisi delle SOS e dei flussi finanziari.

La nuova base dati, che si stima sarà alimentata dall’afflusso di alcune decine di milioni di record annui, offrirà all’Unità l’opportunità di potenziare la propria azione istituzionale: l’approfondimento delle SOS beneficerà delle informazioni sull’operatività in contanti e l’analisi sistematica e massiva dei dati con strumenti informatici e statistici avanzati, in collaborazione con gli Organi investigativi e la DNA, consentirà di individuare altri contesti operativi sospetti rilevabili a livello di sistema.

 

La collaborazione internazionale

Sono aumentati anche gli scambi informativi con le Financial Intelligence Unit (“FIU”) estere data la rilevanza dei flussi transnazionali analizzati, anche se permangono carenze nella partecipazione al sistema da parte di alcune categorie di operatori e nella collaborazione offerta da non pochi Paesi esteri.

 

Le prospettive

Nel corso del 2018. l’attività dell’Unità è stata volta, inoltre, a cogliere e ad approfondire i cambiamenti sui mercati finanziari e le nuove vulnerabilità.

Le prime evidenze sui rischi delle valute virtuali hanno portato la UIF a focalizzare l’attenzione sulle caratteristiche delle operazioni sospette in crypto-asset. Senza dubbio, la nuova morfologia del mercato dei servizi di pagamento, cui hanno dato impulso le tecnologie Fintech e la Direttiva (UE) 2015/2366 (“PSD2”), richiede un ulteriore aggiornamento dei presidi e delle sensibilità. La strategia della UIF è incentrata su una più stretta partnership con gli operatori del comparto per concorrere ad una maggiore consapevolezza dei rischi di riciclaggio a esso connessi.

Accrescere il presidio su rischi consolidati, fronteggiare le nuove minacce, adeguarsi ad un quadro normativo in costante mutamento, rispondere alle aspettative sempre più elevate degli interlocutori istituzionali richiede estrema attenzione alla programmazione strategica, alla qualità delle risorse umane e tecnologiche e all’assetto organizzativo.

Il piano strategico 2017-19 della UIF è stato aggiornato nel 2018 per tener conto dell’impatto della recente riforma normativa e ha posto come prioritario il miglioramento dell’efficienza e della qualità dell’analisi attraverso lo sviluppo di metodologie e di strumenti informatici che favoriscano un approccio realmente basato sul rischio.

Una importante riforma dell’organizzazione della UIF, suggerita dall’incremento delle SOS, dai nuovi compiti derivanti dalle comunicazioni oggettive e dalle aumentate competenze normative, è stata già approvata e verrà attuata alla fine del 2019.