02/69.365.215

Modifiche di fondo da apportare allo stress test europeo (EU-wide)

//
Categories

Banca d’Italia ha pubblicato la quattordicesima “Nota di stabilità finanziaria e vigilanza” dal titolo “Modifiche di fondo da apportare allo stress test europeo (EU-wide) nel lungo periodo: una nota per la discussione”, gli autori sono Paolo Bisio e Roberta Fiori.

Accrescere l’efficacia e l’efficienza degli stress test, strumento ampiamente utilizzato dalle Autorità di vigilanza europee è essenziale per svolgere al meglio i controlli sull’attività delle banche e aumentarne la solidità.

La nota appena pubblicata sostiene che si possano ottenere significativi miglioramenti in termini di efficacia ed efficienza conducendo separatamente due distinti stress test (ora come ora, lo stress test europeo è unico): il primo, con finalità micro-prudenziali, condotto dalle autorità di vigilanza competenti (la BCE nel caso delle banche significative appartenenti all’Unione bancaria), il secondo, con finalità macro-prudenziali, svolto dall’EBA in collaborazione con l’ESRB.

La separazione (il cd. “decoupling”) tra i due esercizi di stress test è possibile sulla base alle disposizioni europee: l’art. 100 della Direttiva CRDIV, da una parte, prevede che le Autorità competenti conducano stress test di natura micro-prudenziale; il Regolamento istitutivo dell’EBA, dall’altra, richiede all’EBA di avviare e coordinare prove di stress di natura macro-prudenziale (in collaborazione con l’ESRB) per valutare la capacità di resistenza delle istituzioni finanziarie europee a fronte di rischi e shock di natura sistemica.

Lo stress test micro-prudenziale dovrebbe:

  • essere mirato su specifiche aree di rischio identificate come prioritarie dal supervisore;
  • combinare ipotesi di bilancio sia statico sia dinamico e tenere maggiormente conto degli stress test condotti dalle stesse banche (nell’ambito del cosiddetto ICAAP);
  • basarsi su un approccio bottom-up, ma soggetto al processo di controllo e verifica (quality assurance) da parte delle autorità competenti;
  • non prevedere necessariamente la pubblicazione analitica dei risultati per le singole banche.

Lo stress test macro-prudenziale, invece, dovrebbe:

  • essere finalizzato a valutare la solidità del settore finanziario europeo nel suo complesso;
  • basarsi su un approccio top-down, così da consentire la simulazione di scenari multipli e l’inclusione di rischi emergenti minimizzando gli oneri per le banche coinvolte;
  • prevedere la pubblicazione in uno specifico rapporto a livello aggregato dei risultati che garantirebbero una valutazione coerente della solidità del sistema.